Giulia Negri

barologirl

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La mia famiglia ha deciso di affidarmi la responsabilità di Serradenari: la vigna, la cantina, le bottiglie, i mercati in giro per il mondo. è un onore. Ma io non dimenticherò mai che all’inizio fui solo quel nome: Barologirl.

Qualcuno mi battezzò così perché volevo fare il vino a modo mio. Adoravo i miei amici "garagistes" con i loro vini eretici, senza dogmi.
Poche bottiglie da sogno, figlie di artigiani della vigna.

Così puntai tutto sul Nebbiolo, il Pinot Nero, lo Chardonnay. E sul bricco più alto della terra del Barolo, circondato da uno degli ultimi boschi del tartufo.

La mia è la sfida dell’ ultima generazione di una famiglia che da 150 anni fa vino a Serradenari. Ma la mia famiglia si chiama anche Diatto come il trisnonno che crea una delle prime automobili a Torino, Bodoni come il carattere inventato dall’avo tipografo, Chiappero come due deputati al Parlamento italiano e come Giovanni Negri, anche autore di bellissimi libri sul vino.

Adesso tocca me e alle mie bottiglie. Poche, meno di quarantamila, e ciascuna - dalla prima all'ultima - dovrà saper raccontare tutta Serradenari
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