Giulia Negri English

Barologirl

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Barologirl

Se in questa terra la tradizione è tutto, potevo sedermi sul nome Barolo o sulla storia di una famiglia che fa vino da 150 anni a Serradenari. Ma non si può passare la vita a sbadigliare. La mia avventura inizia pochi anni fa: volevo fare il vino a modo mio. Adoravo i miei amici "garagistes" con i loro vini eretici, senza dogmi. Poche bottiglie da sogno, create da artigiani della vigna con gli occhi fissi sul domani. Quando la mia famiglia mi ha dato la possibilità di coltivare i miei grappoli come volevo e di farmi una piccola cantina, ho scelto di puntare sul Barolo, sul Pinot Nero e sullo Chardonnay.

Il Pinot Nero e lo Chardonnay li ho piantati su terreni molto particolari, vicino a un bosco del tartufo, con i cloni della Borgogna che amo. Il Barolo nasce invece sul terreno più caldo, sabbioso, frutto di una vigna che si suda tutta la sua fatica. Faccio Barolo perché questo vino è un’opera d’arte del futuro. Una storia di nuova armonia e di eleganza antica. Una bandiera per tutto il mondo del vino, dall’America all’Asia.

Oggi qualcuno si è accorto di me. Prima i riconoscimenti, poi i premi. Ma guai a montarsi la testa: ogni annata la sfida ricomincia. Guai a illudersi che tutto sia facile, è l’errore più grave. Anche se ora che i Baroloboys sono cresciuti, forse è arrivato il nostro tempo. Barologirls.